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La couperose, scientificamente nota come eritosi, è un disturbo caratterizzato da rossore temporaneo o permanente del viso e, spesso anche del collo. Il rossore è causato dalla dilatazione (cioè dall’allargamento del diametro) dei vasellini superficiali del derma, lo strato della pelle sottostante all’epidermide; dilatazione dovuta a sua volta, come vedremo, a fenomeni “vasomotori” comandati dal sistema nervoso simpatico e parasimpatico (in pratica il sistema nervoso “autonomo”, indipendente dalla nostra volontà). Forse nessun inestetismo, viene capito e trattato male quanto la couperose. L’arrossamento per cominciare viene costantemente interpretato come segno di secchezza cutanea, poi l’indubbia sensibilità della pelle è considerata come un bisogno di idratazione e nutrimento, infine i fenomeni “vasomotori” (quelli che producono – per lo stimolo nervoso diretto sulla parete dei capillari – l’eritema, cioè il rossore) vengono giudicati come sintomi dell’incapacità dell’epidermide (lo strato esterno della pelle) di trattenere l’acqua. Il fatto è che la cute con la “couperose” può essere secca (cioè priva di adeguata quantità di acqua e grassi) ma anche normale o leggermente seborroica, o addirittura decisamente oleosa. Non dimentichiamo che la pelle normale del viso è “mista” poiché ghiandole sebacee, quelle preposte alla produzione del grasso naturale, protettivo, sono concentrate sul naso, fronte e mento; questo fa si che la cute risulti sempre e comunque più lucida in questa zona e più secca sulle guance e intorno agli occhi. Il rossore dell’eritosi compare o si fa più evidente in seguito a stimoli emotivi (stress, arrabbiature, ansia, timidezza, ecc.) ambientali (soprattutto bruschi sbalzi di temperatura, ma anche vento caldo o freddo intenso) a trattamenti cosmetici sbagliati (detersione inadeguata, creme irritanti, ecc.) oppure in relazione ai pasti (se si sono mangiati cibi molto caldi o molto freddi). Il sole è, dal canto suo, un fattore aggravante peggiorativo della “couperose”, poiché la banda dei raggi “lunghi” (gli UV-A, erroneamente considerati innoqui) è particolarmente lesiva proprio della parete dei vasi implicati nel fenomeno. E infatti l’eccessiva esposizione ad essi trasforma sovente un’eritosi temporanea in uno stato permanente, talvolta contraddistinto da venuzze superficiali visibili e dilatate su naso e guance. La cute nell’eritosi è sensibilissima (ciò non significa particolarmente irritata o irritabile) reagendo immediatamente a qualsiasi stimolo. A lungo andare finisce sempre che le venuzze superficiali si intrecciano sulla gote e sul naso e il rossore si stabilizza. Essenziale per la Mizar a questo punto nel formulare un prodotto specifico contro la couperose, l’impiego di corpi filtranti che schermino l’epidermide evitando l’azione dei raggi ultravioletti. Gli olii e gli emulsionanti sono stati scelti con attenzione tra i più puri ed ortodermici, e la fragranza è testata e non sensibilizzante. |